..... continua da Ciao, sono Sabino
Con questo voglio dire che in breve, fra 15 giorni, mi trasferirò in un’altra città, un nuovo lavoro, nuove persone, nuove giornate da risvegliare.
Prendere la decisione non è stato facile, sempre è cosi quando non ci sono delle ragioni sufficientemente importanti per farlo, quando mettendo nella bilancia le motivazioni non è cosi evidente lo sbilancio verso un lato o l’altro.
Alla fine quello che mi ha fatto decidere è la possibilità di imparare cose nuove, di far crescere la mia esperienza nel settore del bio.
Vado a lavorare in Emilia Romagna, in una coop. (pare che lì si portino una lunga storia) Agricola che si chiama RETEBIO. Proprio in questa coop. A cui ci siamo appoggiati tanto lo scorso anno quando, proprio in questo periodo, in Piemonte non crescono neanche le male erbe.
Intravedo in questo mio nuovo lavoro una possibilità per la coop. ORTO DEI RAGAZZI, che uno di noi sia laggiù per buttare un occhio e sperimentare come la loro tenacia ha saputo costruire una vera RETE e fornire ai soci ea i clienti un BIO con nome e cognome, voglio dire un bio perfettamente tracciabile.
Il loro obiettivo, è, prima di tutto, collegare delle realtà che fanno fatica a stare in piedi con le “normali ” regole del mercato.
La Rete si è formata da aziende agricole, vere cooperative sociali, aziende agricole a conduzione familiare e anche da coop. ed aziende agricole di dimensioni consistenti.
Quando ho incominciato a conoscere cosa significava l’agricoltura biologica, attraverso una rivista americana che ricevevo,non ho pensato mai che avrei potuto trovare una opportunità di lavorare da questa parte del mondo con coloro che la hanno sviluppata.
Ancora oggi mi ricordo quando alla facoltà di agraria uno mi chiese, in modo ironico, se in quest’agricoltura si permetteva mettere gasolio nel trattore e in quel momento avrei dovuto rispondere in un modo deciso come farei adesso: cioè che l’unica cosa vietata è avvelenare le persone ed inquinare l’ambiente.
Non era il tempo ancora.
Da allora fino ad oggi vedo come un filo, questo filo mi ha portato fin qua e non riesco ancora a capire, ed è bello cosi, dove mi porterà.
Sono arrivato a questo paese, che mi ha aperto le porte, quattro anni fa.
Avevo una valigia e tanta speranza di trovare le opportunità che non avevo avuto nella mia terra. Subito, appena arrivato mi sono accorto di quello che mi mancava, quello che non avevo messo nella mia valigia e che non sarei mai riuscito a mettere, la mia mamma, i miei cari, i miei amici. In compenso, come succede quasi sempre nella vita, mi sono reso conto che avevo portato nel mio cuore TANTI bei ricordi che però li rendevano vicini a me in qualsiasi momento, in qualsiasi posto io mi trovassi. Oggi dovrei rifare la mia valigia e anche qua resteranno degli amici e ancora una volta porterò con me i momenti condivisi per tenerli presenti e vicini a me.
Ringrazio Dio per tante belle cose che ho vissuto in questo tempo, per avervi trovato, perchè mi avete accolto e forse senza rendervi conto mi avete fatto tanto bene. Ringrazio Dio per la vita di ognuno di voi, in modo individuale e in modo collettivo perche in questo paese la realtà che ho vissuto ha superato il mio sogno.
Ringrazio Dio anche per tutte le difficoltà vissute, perchè alla fine sono il sale della vita.
Per finire vorrei che queste parole servissero come un saluto individuale, dove mi piacerebbe scrivere nome e cognome di ognuno di voi, di tutti quelli che in certo modo avete fatto parte del tempo in cui ho vissuto nella terra dei miei bisnonni.
Un cordiale e sincero saluto
Sabino